Studio legale Baccaredda Boy

Responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001

La responsabilità degli enti per illeciti amministrativi dipendenti da reato non è più una novità nell’ordinamento italiano. Con l’introduzione del d.lgs. 231/2001 il legislatore ha inteso colpire i c.d. corporate crimes, ossia reati commessi nell’ambito dell’attività d’impresa e riferibili non solo alle persone fisiche ma anche all’ente cui la persona fisica appartiene.

L’ascrivibilità di un illecito amministrativo dipendente da reato deriva dalla commissione di uno dei c.d. “reati presupposto” da parte di una persona fisica appartenente all’ente, nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso. A questi requisiti di carattere oggettivo deve aggiungersi un presupposto di tipo soggettivo consistente in un deficit organizzativo rispetto ad un modello di diligenza esigibile dalla persona giuridica nel suo insieme; ragione per cui l’ente è sanzionabile solamente qualora sia rimproverabile di colpa di organizzazione, ossia non abbia adottato o efficacemente attuato modelli organizzativi idonei a prevenire la commissione del reato presupposto.

L’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal d.lgs. 231/2001 può essere evitata dalla società se, prima della commissione del reato, ha predisposto un adeguato modello di organizzazione e di gestione, cioè un insieme di procedure, protocolli e presidi di controllo idonei a prevenire la commissione di reati, e se ha affidato il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del modello organizzativo e di curare il suo aggiornamento a un organismo di vigilanza dotato di autonomi poteri d’iniziativa e controllo. Al fine di evitare l’irrogazione di gravi sanzioni amministrative, sia pecuniarie che interdittive, diventa quindi fondamentale per gli enti, soprattutto se di grandi dimensioni, predisporre idonei presidi organizzativi.

Originariamente prevista in relazione a un novero ristretto di fattispecie, il legislatore di anno in anno ha esteso la responsabilità dell’ente a numerosi “reati presupposto”. Di recente, il decreto-legge 26 ottobre 2019 n. 124 (c.d. “decreto fiscale”), convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019 n. 157, nell’ambito di una più vasta modifica della disciplina penal-tributaria, ha introdotto l’art. 25 quinquiesdecies che prevede l’applicazione all’ente di sanzioni amministrative in relazione ad una serie di reati tributari. Da ultimo, nel 2020 – nell’ambito della lotta contro le frodi finanziarie nell’Unione Europea – è stato approvato il decreto attuativo della c.d. Direttiva PIF, che ha introdotto nuove fattispecie all’interno del d.lgs. 231/2001. Attualmente, il catalogo dei reati la cui commissione può comportare la responsabilità amministrativa dell’ente è molto ampio e comprende gran parte dei tipici illeciti d’impresa.

L’assistenza legale

Lo Studio Legale Baccaredda Boy segue con attenzione le frequenti novità legislative e le implicazioni processuali di tale normativa e fornisce consulenza volta alla predisposizione, verifica e aggiornamento dei modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire i “reati presupposto”.

Gli avvocati dello Studio Legale Baccaredda Boy che si occupano di responsabilità amministrativa degli enti offrono, altresì, assistenza legale nell’ambito dei processi penali che vedono coinvolti gli enti e i soggetti in posizione apicale o subordinata. Nel corso degli anni essi hanno svolto il loro mandato defensionale nell’interesse di enti in numerosi processi, nel settore farmaceutico, in quello petrolifero, ecc.

Lo Studio Legale Baccaredda Boy approfondisce l’esame della responsabilità amministrativa degli enti, anche nel corso di convegni, incontri di studio e pubblicazioni; si rinvia, in proposito, alle apposite aree tematiche.